Maicol Cortesi

Ciao, mi chiamo Maicol.

Se sei giunto fino a qui, significa che sei curioso di sapere qualcosa di più su di me, bene, cercherò, di fare il possibile per soddisfare le tue curiosità.

Sono nato "all'improvviso", il due marzo alle dieci di domenica sera, nel lontanto 1980 "un ottima annata", in una piccola e non tanto importante città di nome Forlì, situata in una minuscola, ma enorme nella storia, penisola di nome Italia, èèè... chi non la conosce. Assieme a me, è nata la tecnologià ed è per questo che abbiamo molte affinità in comune, diversamente, il boom economico era all'inizio del suo corso, i miei fratelli mi hanno superato in partenza, lasciandomi un distacco di dieci e undici anni. "Solo", nelle esperienze e vicissitudini di tutti i giorni, ho trovato una curiosa fantasia come compagna, essendo la tecnologia molto giovane, assieme a lei ho scoperto come soddisfare le mie curiosità nel vasto campo della scienza, come molti giovani con la testa nel cielo, anche a scuola la maggior parte delle mie attenzioni, era rivolta alla mia compagna di vita, molto esperta di scienza, ma non in quelle noiose e odiose materie di cui ero per niente interessato. A differenza di amici che giocavano con quegli odiosi omini e mostri di plastica, oltre ai giornaletti di racconti erotici; per soddisfare la curiosità generata dalla fantasia, mi ritrovavo a ricercare e acquistare libri del corpo umano, animali e universo. Successivamente, non capivo, come mai all'uscita di scuola, i miei compagni si recavano dagli "spacciatori di figurine" a prendere gli album di calcio, quando c'erano quelli degli animali a disposizione... "poi col tempo capii". Senza essere una cima ho superato le prime scuole, conservando sempre la mia compagna, nei periodi estivi ad un età cresciutà, a differenza di quello che leggevo e vedevo nei giornaletti erotici del barbiere di papà..., che ricordi, tagliava i capelli stile anni settanta, con la sigaretta in bocca, ogni tanto il fumo gli saliva fino ad arrivare ad accecargli un occhio, non vi dico poi come veniva il taglio, no scherzo i capelli li tagliava bene, anche se quando uscivo, non capivo come mai ero l'esatta copia di mio padre, torniamo ai giornaletti, diciamo che non c'era molta scelta, sul piccolo tavolino di fronte alla poltrona c'erano tre o quattro riviste di moda dell'800, lo spessore era triplicato, sulla destra pile e pile di giornaletti erotici, li ho sempre evitati in quanto...non mi incuriosivano perché li