Adriano Tamalio

Product Designer in Italia

Ciao, mi chiamo Adriano Tamalio e no, non sono un supereroe! Sono solo uno dei tanti cicciati fuori da un'accademia italiana d'arte (non DAMS!), ma con una forte inclinazione verso il Design e tutte quelle nuove tecnologie con cui un giorno potrei davvero contribuire a salvare il mondo.

Appassionato di fumetti, videogame e grafica computerizzata, mi sono affacciato nel mondo della Stampa 3D nel marzo del 2018 assemblando la mia prima stampante, una Prusa i3 Pro W della Geeetech. Da quel primo cubetto di plastica verde ho intrapreso un lungo percorso seminato di gioie e dolori, provenienti da ciò che solo molto tempo dopo ho scoperto chiamarsi Additive Manufacturing.

Le occasioni per fare un po' di "rumore elettronico" non mancavano, tutto poteva diventare una sfida di progettazione: piccoli oggetti di hobbistica, prototipi per gli esami accademici e innumerevoli barchette che non hanno mai preso il largo neanche all'interno del lavandino di casa mia. Questa è stata la mia prima palestra in cui ho fatto esperienza pratica di tutte le principali fasi appartenenti al dominio della Stampa 3D:

- Progettazione (dall'idea alla bozza brutta)

- Modellazione 3D (quello che sembra un videogame, ma non lo è)

- Riparazione della Mesh (l'ossessione per la perfezione)

- Slicing (i modelli 3D sono fatti a strati come le torte!)

- Stampa 3D (la magia della creazione, ma lenta come un parto)

- Post-processing (cosa credevi? Dopo il party bisogna anche pulire)

- Manutenzione e upgrade (una volta che si entra in questo "giro" non potrai più farne a meno)

Il mio secondo piccolo passo verso la Stampa 3D ha portato a un grande traguardo nei miei studi accademici. Tra la reclusione a causa della pandemia da COVID-19 e lo stress da preparazione della tesi di laurea, a salvare la mia sanità mentale è stato l'arrivo, nell'ottobre 2020, di una solida Anycubic Mega Zero. Qui non ho molto da dire riguardo al macchinario e alla sua tecnologia: faceva bene quello per cui era realizzata, non diversamente dalla prima, ormai fuori uso per aver stampato troppe barchette. Piuttosto, è stata una buona occasione per approfondire la conoscenza dei materiali plastici (e non solo) utilizzabili con la tecnologia FDM (Fused Deposition Modeling) e i loro svariati impieghi, dall'aerospaziale alla pasticceria. Coerentemente con i miei studi, ho utilizzato quella fantastica macchinetta per prototipare il mio progetto di tesi, conquistandomi un bel 110 e lode in Ecodesign. E VIVA LA "PLASTICAZZ"!

Oggi, a distanza di cinque anni dalla fine del mio percorso accademico, posso dire di aver appreso e fatto molto, ma la mia fame per la stampa 3D è più forte che mai [tira più della figa!]. In questo arco di tempo ho approfondito ancora di più in ambiente lavorativo tutto ciò che riguarda la prototipazione rapida, fino a saper lavorare con macchinari FDM di marchi e funzionalità diverse, come ad esempio una Tycoon Max da combattimento dell'ormai estinta Kywoo3D e una LayerLoop XE200 con tapis roulant di serie per criceti zoppi. Ovviamente, per riuscere a realizzare qualcosa di più che qualche barchetta, ho dovuto impegnarmi da bravo autodidatta a studiare per verticalizzare le mie capacità, estendendo di conseguenza anche altri ambiti annessi:

- Modellazione 3D avanzata (videogiochi più difficili)

- Altre tecnologie di stampa 3D (quelle più costose)

- Studio del mercato delle stampanti consumer, prosumer e industriali (il mio telegiornale quotidiano)

- Realtà virtuale (ci sono cascato anche io per un breve periodo)

Da fine agosto 2025, in piena crisi di identità lavorativa, ho deciso di fare sul serio gratificandomi con due piccole gioie che mi sono costate la bellezza di circa tre stipendi: una fiammante Prusa CORE One e il mio primo scanner 3D, un Miraco PRO della Revopoint. Con queste due nuove armi nel mio arsenale ho praticamente spalancato le porte alla creatività, potendo realizzare potenzialmente ogni cosa:

- Riproduzioni (copiare non è mai stato così eccitante)

- Action figure e Funko Pop (ho già detto che sono nerd?)

- Attrezzi e oggetti vari (perché comprarli se posso stamparli?)

- Riparazioni (sono come Bob Aggiustatutto e Tony Stark messi insieme)

- Arte e Design (anche Picasso diceva che "i grandi artisti copiano")

- Ecc…

Non so dire dove tutto ciò mi porterà; quello che posso condividere è la mia personalissima prospettiva, maturata in anni fatti di cadute, deviazioni e lunghi percorsi che mi hanno reso il professionista che spesso dimentico di essere già. Ciò che mi fa davvero [muovere il culo] la mattina è la progettazione per mezzo della stampa 3D di soluzioni innovative, contribuendo alla sostenibilità e alla conservazione del patrimonio naturale e culturale. Ora che ho detto tutto, vado a stampare altre barchette di plastica!