Adriano Costantino

Messina, Italy

Terrorista lessico. Sono nato all’età di zero anni. 67 anni dopo che il primo Agnelli diveniva presidente della Juventus e quattordici anni prima che da iTunes fosse scaricato il 100.000.000 brano. Da allora, son passati 23 anni. Quasi 24. Il tutto dipende dal momento in cui state leggendo. Magari ne sono già passati 27, 39 o 72. Potrei essere già morto.

Sono andato a scuola. O almeno, al tempo ci provavo. Il voto più alto che ho mai avuto è 3. Quando lo prendevo, partiva la ola dei presenti. A 9 ci arrivavo in tre interrogazioni. A volte arrivavo anche a 12 e 15. Poi ho capito che i voti andavano divisi e non sommati, ed è iniziata la raccolta delle impreparazioni. Amavo la matematica. Ma anche no. Nonostante ciò, alla fine, mi sono diplomato. In un mondo dove lo fanno persino Bossi Junior e Mario Balotelli, mi sembra il minimo. O magari, non ero poi così male.

Seguo il calcio e amo il tennis. Mai il contrario. O forse una volta. A proposito, l’italtennis è perennemente in salute: sappiatelo. E se non lo sapete, vi basta leggere qualche quotidiano sportivo subito dopo una vittoria di uno dei nostri contro il cinquecentesimo al mondo.

Tornando al calcio: non tifo. Il tifo è da stupidi. È una malattia ed è anche un po’ palloso. In Italia si manifesta gettando motorini dal quinto anello o sparando razzi da una curva all’altra. Tutta questa civiltà non fa per me. Mi limito a seguire e commentare sarcasticamente l’Inter e il Manchester United. La nazionale è morta nel 2006. Con lei, probabilmente, tutto il movimento calcistico italiano. Ma la gente continua comunque a prendersi allegramente a sprangate per ogni partita e in tv si fa una settimana di casino, inneggiando alla rivoluzione armata, per un rigore non dato. È un bel Paese, l’Italia.

Ho avuto più blog che lettori. Ma un blog, per essere definito tale, andrebbe aggiornato più o meno costantemente. Io ho solo provato a non far ammuffire i miei. Fallendoci, probabilmente.

Dicono di me: comunista (se sfotto Berlusconi), fascista (se sfotto Renzi), estremista (così, a cazzo), fazioso, rompipalle, simpatico, antipatico, sì, no, origami. Insomma, divido. Applausi.

Traggo ispirazione e linfa vitale da Amicone, Feltri, Belpietro, Sallusti, Isidori, Fede, Minzolini, Seppi, Pandev, Muntari, dalla Ravetto, dalla Comi e dalla Santanchè. Ma anche no.

Il resto è storia. Futuro. Destino. O chi se ne frega. Il resto, per il momento, non c’è.