Filippo Malvezzi
Venice (Italy)
Avevo tra i 5 e i 7 anni, ero a casa dalla scuola materna per un'otite e mio nonno aveva acceso la tv.
Da quel momento ho deciso cosa avrei voluto fare nella mia vita.
Mentre lo dico, faccio apparentemente tutt'altro.
Ho vinto ad una sagra dell'entroterra veneziano una laurea triennale in 'Comunicazione' (Padova) il 21 Settembre 2011. Due giorni dopo la proclamazione sono sceso in fretta e furia sono sceso a Roma per iniziare una specializzazione in 'Industria culturale e comunicazione digitale' (Sapienza).
Siccome sono fortunello, ho vinto la possibilità di passare un periodo in Colombia presso l'Universidad Santiago de Cali: sono partito il 18 Luglio 2012 e il 13 Settembre mi hanno accoltellato ad un polmone per rubarmi il cellulare.
Sono rimasto lì fino alla scadenza del visto, il 12 Dicembre dello stesso anno.
Dicono che la fortuna giri, ma la voglio tenere tutta per me, così il 20 Gennaio 2013 mi sono spostato a Madrid per una borsa di studio (Complutense).
Nel corso degli anni mi sono tenuto occupato in vari modi: alcune volte ho portato assi di legno e travi di ferro, altre volte casse cariche di videocamere, mi sono anche seduto in un ufficio regionale che monitora le trasmissioni televisive locali, sono finito dietro una cattedra sudamericana ad insegnare italiano e su un palco a parlare in spagnolo riguardo i social media nel contesto europeo.
Ho poi ho giocato con Facebook e gli altri social network per una scuola di lingue con base nella capitale spagnola e recentemente, una volta tornato all'ovile, ho contribuito alla ricchezza del Norde - dove se lavora, se guadagna e se magna, dicono - lavorando per un'azienda che opera nel settore delle soluzioni infomatiche.
Attualmente sento di nuovo la spinta di andare all'estero ed interagire con persone diverse, provenienti da background culturali e linguistici differenti.
Per non smettere di imparare a vivere.
Non credo nella fortuna. E nella mia vita non voglio fare il Power Ranger.