Josef Weiss
Mendrisio, Switzerland
Josef Weiss
Mendrisio, Switzerland
www.josefweissedizioni.comSono nato sul lago di Costanza, non lontano dalla “Archemühle”, dove nel 1584 Leonhart Straub, il primo stampatore di San Gallo, fondava la sua cartiera e tipografia. Ancora nutro un pò di nostalgia verso questo lago generoso, per me sinonimo dell’anima che nasconde tante cose, ne svela poche e molte restano misteriose e nascoste. Ho cominciato a lavorare a 15 anni: un martedì di Pasqua, 50 anni fa, mi è venuto a prendere il figlio del maestro di tirocinio con una Opel caravan grigia e sono partito da casa mia solo con una valigetta. La mia formazione professionale, prima da rilegatore e poi da grafico, si è svolta nella Svizzera orientale e il successivo perfezionamento a Salzburg e Augsburg. In un primo momento mi sono trovato in un paese di montagna per svolgere l’apprendistato da rilegatore, frequentando anche la Scuola d’Arte di San Gallo. Una visita alla famosa Stiftsbibliothek di San Gallo mi ha veramente stupito e profondamente impressionato per l’accumulo di sapere e della manifestazione di una cultura millenaria. Lì ho preso un bacillo che mi ha procurato una malattia inguaribile: l’amore per i libri e la conoscenza. Sin dall’infanzia sono sempre stato un assiduo lettore e tenevo molto alla conoscenza e alla cultura in senso lato. I libri erano i miei fedeli amici e lo sono ancora. Ogni libro è un incontro che mi fa percorrere la storia. Nel 1968 aprivo uno studio grafico per conto di una ditta multinazionale della Svizzera orientale; si desiderava così essere più vicino al mercato italiano. Nel 1981 mi sono messo in proprio raggiungendo un traguardo molto desiderato, amando troppo la mia indipendenza per poter sottostare a qualsiasi istituzione. Gli incontri più belli non so se sono stati con i libri o con le persone. È difficile dirlo. Mi ricordo una delle prime persone che entrò nella mia bottega, quando ancora l’atelier era a Vacallo: si trattava di Cesare Brustio, direttore generale della Rinascente, che aveva una biblioteca personale molto selezionata, ma di soli tre temi: cavalli, fiori, Milano. Me lo ricordo come grande intenditore di libri e in generale del bello. Conobbi anche uno degli architetti di Le Corbusier negli anni ’30 a Parigi: era allievo di Paul Klee, di Kandinski e di Graf Dürckheim; si chiamava Alessandro Christen e ad ogni visita in bottega portava con sé lo spirito del Bauhaus e di Le Corbusier. Si trovava bene da me perché mi diceva che il mio atelier gli ricordava quelli del Bauhaus, che venivano gestiti in modo pressappoco simile. Dalla passione per i libri all’amore per realizzarli: il mio lavoro di editore è un po’ particolare, si svolge senza programmi precisi, posso dire che di tanto in tanto, inciampo in un progetto: un artista, uno scrittore viene, poi ci si conosce, si parla insieme e ne deriva una nuova pubblicazione. Io non ho programmi né per la mia vita, né per l’attività. Ho scelto di spendere la mia esistenza nella ricerca in campo grafico, sia in tipografia che in rilegatura. La storia d