kimerica
Sentire il tempo come carta vetrata, e il cervello che gira come quando avevi 15 anni. E ti sembrava di avere risolto il problema della vita. Limonando bici con bici. Mi ricordava mio padre gli occhi bagnati, “Cosa farò, quando lei se ne sarà andata”. La gente pensa che siccome sei vecchio te ne puoi anche andare. Ma il cervello và veloce. Il corpo magari ti lascia, lui no, sempre lì. In una sera nebbiosa. Se solo trovassi il coraggio! Essere lì mentre lui se ne andava.. Saresti morto, ma avresti capito come fare per trovare la via.. Un pensiero che arriva velocissimo come un diamante dritto in mezzo alla fronte. Ecco, ti si chiedeva di guardare in faccia la realtà, ti sei arreso alle tue debolezze, magari mettendoti dietro di loro.. e quando ti si offriva una vittoria comoda.. Non infierivi così nessuno ha capito. Poi cosa importa, tu puntavi in alto, obiettivo essere felice, chi poteva batterti! Chi poteva crederti? Meno ti credevano + ti arrendevi. Ho vissuto questa vita cercando la passione che mi ha guidato. Ora davanti a questo vecchio ritrovo dolcezza, cuore, domande… E sulla punta delle mie dita energia come un fiume caldo, mi parla della sua donna che non vuole perdere, penso a mia madre quando l’ ho persa. Il dolore è stato cosi grande che ho dimenticato il suo volto, era lei il motivo per essere, per diventare.. Mancata lei cosa valeva? Nulla. Fino in fondo, sul fondo, come quella notte.. via Ludovico il Moro Navigli.. Dopo vomitato è ancora più buona.. sempre più veloce, sempre più solo, non fare più l’ amore, chiusi in casa mesi, uscire solo per mangiare, giocare a Play notte e giorno, musica. Rock, erba. colazione.. erba. A notte fonda entrare in una fermata del Metro. x scattarsi una foto, e conservarla come un amico. Freddo, tanto freddo! Qualcuno s’incontra di dolce, mi dice il vecchio sorridendomi. La paura è passata, La macchina sembra a posto, e se gioco con il mio cuore. chi mi batte??