ristorantenaif

Mutatis mutandis, i ristoranti sono come le città e il Naif, a mio parere, è per certi aspetti riconoscibile (soprattutto per i viaggiatori e la gente di passaggio) in ciò che scrisse Elias Canetti di quando entrò per la prima volta nella piazza di Marrakech: “Da lì non volevo più andarmene, ci ero già stato centinaia di anni prima, ma lo avevo dimenticato, ed ecco che tutto ritornava in me. Trovavo nella piazza l’ostentazione della densità, del calore della vita che sento in me stesso. Mentre mi trovavo lì, io ero quella piazza. Credo di essere sempre quella piazza.”