Sofia Felici
I live in Bergamo (Italy), l love photograph, I like write stories.
Più la guardavo e più mi affascinava. Non riuscivo a definirla una cosa, aveva un carattere e tutti i prerequisiti per essere considerata un essere animato, conducente vita propria. Un essere fragile, che ha bisogno di qualcuno o qualcosa che la sorregga; non sta in piedi da sola, ha sempre bisogno di essere supportata o da un cavalletto, o da un muro, o meglio ancora, dalle pedalate di una persona. Ecco cosa mi sembrava.
Allora la prendevo e le mostravo che non era sola, c’ero io a sorreggerla: iniziavo a pedalare. Mettevo tutta la mia forza, in ogni singola pedalata, le davo tutto quello che avevo. E lei mi insegnava cos’è la fatica, cosa significa salire e scendere, non solo dalle montagne, ma mi insegnava anche che nella vita ci sono momenti di fatica, di dolore, che poi sono seguiti da piaceri, che quando pensi che sia finita è proprio lì che inizia la salita. E la vita non ti permette di fermarti, devi andare avanti, continuare a pedalare. Se non lo fai sei perso. Ma anche se non trovi più la forza di andare avanti e ti fermi, lei sarà sempre lì accanto a te sempre pronta a rincominciare. Non si stancherà di aspettare che tu riprenda il vostro viaggio. Non ti lascerà nemmeno nei momenti più difficili.
La bicicletta assomiglia all'aeroplano: riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare.